Ferrara

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Coordinate: 44°50′12.91″N 11°37′3.79″E / 44.8369194, 11.6177194

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Ferrara
Panorama di Ferrara
Ferrara - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Ferrara
Coordinate: 44°50′″N 11°37′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per error">Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inattesoCoordinate: 44°50′″N 11°37′″E / <span class="geo-dec geo" title="Mappe, foto aeree ed altre informazioni per error">Errore nell'espressione: operatore / inatteso Errore nell'espressione: operatore / inatteso">Errore nell'espressione: operatore / inatteso, Errore nell'espressione: operatore / inatteso
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 404,26 km²
Abitanti:
134.266 3-09-2008
Densità: 329,65 ab./km²
Frazioni: vedi elenco 
Comuni contigui: Argenta, Baricella (BO), Bondeno, Canaro (RO), Copparo, Ficarolo (RO), Formignana, Gaiba (RO), Masi Torello, Occhiobello (RO), Ostellato, Poggio Renatico, Ro, Stienta (RO), Tresigallo, Vigarano Mainarda, Voghiera
CAP: 44100
Pref. telefonico: 0532
Codice ISTAT: 038008
Codice catasto: D548 
Nome abitanti: ferraresi, estensi 
Santo patrono: San Giorgio 
Giorno festivo: 23 aprile 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« ...Salve, Ferrara, co'l tuo fato in pugno
ultima nata, creatura nova
de l'Apennin, del Po, del faticoso dolore umano! »
(Giosuè Carducci, Alla città di Ferrara)

Ferrara è una città di 134.266 abitanti dell'Emilia-Romagna, capoluogo dell'omonima provincia.

Situata sul Po di Volano, la città ha una struttura urbanistica che risale al XIV secolo, quando fu governata dalla famiglia degli Este: il disegno datole da Biagio Rossetti ne fece la prima città moderna d'Europa, fatto da cui deriva in larga parte il suo riconoscimento come patrimonio mondiale dell'umanità insignitole dall'UNESCO per la prima volta nel 1995 come città del Rinascimento e successivamente nel 1999 per il Delta del Po e per le Delizie estensi. Inoltre, Ferrara è una dei 4 capoluoghi di provincia (assieme a Bergamo, Lucca e Grosseto), il cui centro storico è rimasto completamente circondato dalle mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli.

Nel 2006, data la sua importante rilevanza storica, Ferrara è divenuta la sede italiana del Museo dell'Ermitage, risultando essere così la quinta città al mondo ad avere legato il proprio nome con il museo russo. Da questa unione è nata l'associazione Ermitage Italia.

Indice

Geografia fisica

Veduta del Palazzo del Municipio
(EN)
« While thou, Ferrara! When no longer dwell
The ducal chiefs within thee, shalt fall down,
And crumbling piecemeal view thy heartless halls,
A poet's wreath shall be thine only crown, ---
A poet's dungeon thy most far renown,
While strangers wonder o'er thy unpeopled walls! »
(IT)
« [...] O Ferrara,
Quando più i duchi fra le mure tue
Dimoreranno, decadrai e i tuoi
Palazzi senza vita non saranno
Che ruine sgretolate, e la ghirlanda
Di un poeta sarà la tua corona
Unica [...] »

Il territorio del Comune di Ferrara si estende su un'area totalmente pianeggiante nella Val Padana a qualche chilometro di distanza dal confine col Veneto e con la provincia di Rovigo. L'area ferrarese è contraddistinta dal passaggio di numerosi canali di irrigazione di scolo creati duranti i secoli per garantire la depurazione del terreno e per facilitare gli insediamenti abitativi e produttivi. L'area pianeggiante garantisce le attività di raccolto delle piantagioni, alla coltivazione delle campagne nonché all'allevamento e alla pesca. Il territorio ferrarese viene contraddistinto inoltre dal Parco regionale del Delta del Po e dalle Valli di Comacchio limitrofe al Mar Adriatico.

Senza argini e canali il territorio della provincia, e quello stesso della città, sarebbero in parte preminente coperti dalle acque. La pianura ferrarese soggiace al livello delle acque del Po che scorrono entro arginature imponenti a settentrione della città; fortunatamente il defluire delle sue acque permette lo sgombro della pianura dal ristagno permanente dei tensioattivi rilasciati dai fiumi appenninici emiliani che, altrimenti, ristagnerebbero nella depressione naturale costituita dalla pianura ferrarese. Se a settentrione della città corre, tra i suoi argini, il Po, a ponente si distendono i comprensori di Burana e della Valle di Santa Martina, naturalmente soggetti alla palude, e a levante i due grandi "polesini" di San Giovanni e di San Giorgio, per secoli grandi paludi. L'emergere di Ferrara dalle acque lo si deve all'opera di chi in passato l'ha governata dato che la particolarità del territorio ha costretto i regnanti ad attuare processi di bonificazione. In questo ambito furono di fondamentale rilevanza le opere attuate da Borso, Ercole e Alfonso; furono anche bonificatori i pontefici che succedettero loro, tra i quali si ricordano gli interventi di Gregorio XIII, di Clemente VIII di Innocenzo X e di Benedetto XIV . Bonificatori debbono essere riconosciuti gli odierni tutori del territorio dato che devono fare fronte ad una serie di fenomeni fisici e geologici che congiurano all'abbassamento del territorio ferrarese sotto il livello del mare e imponendo così che gli impianti di bonifica siano sempre più potenti, efficienti e sicuri[1].

Clima

Veduta aerea della città durante il volo delle mongolfiere al Balloons Festival
Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Ferrara.

L'inverno è rigido, piovoso e non mancano precipitazioni nevose di media entità, risultando comunque, lievemente meno abbondanti di altre città dell'Emilia a causa della particolare posizione geografica della città situata in una sorta di conca, ciò consente un notevole ristagno d'aria; a causa di tale conformazione vi sono numerose giornate in cui l'aria fredda ristagna al suolo formando un cuscinetto gelido e umido che provoca, specie in presenza di nebbia, giornate rigidissime e freddo intenso. Le basse pressioni, accompagnate dalla Bora, portano aria fredda e perturbata che entra dalla Porta della Bora o dalla Valle del Rodano causando periodi di marcato maltempo. Quando invece un'area di alta pressione si spinge verso il Nordeuropa permangono condizioni di forte rigidità, dal momento che, sovente, in questa configurazione barica, soffia il Burian, vento di origine artico-russa, che caratterizza giornate che possono risultare anche soleggiate, ma accompagnate da forti venti gelidi e temperature prossime allo zero anche nelle ore centrali del giorno, pronte a scivolare abbondantemente al di sotto dello zero durante la notte, portando così ad estese gelate notturne che possono permanere anche tutta la giornata. Nel mese di gennaio la temperatura minima si attesta su una media di -1 grado e la massima di circa +4 gradi, anche se spesso le minime possono raggiungere valori inferiori a -5 gradi; la tempeartura media del mese di gennaio è di +1,6 gradi.

Le estati sono calde e afose, a causa dell'alto tasso di umidità, raramente al di sotto del 70%. L'afa è interrotta da temporali, che possono risultare anche violenti dopo lunghi periodi di caldo associato ad alti livelli di umidità, e in talune occasioni, si verificano grandinate anche di consistente intensità. Nel pieno della stagione estiva si possono verificare anche diverse settimane consecutive caratterizzate da sole e temperature elevate, questo grazie all'anticiclone delle Azzorre ed anche all'Anticiclone Africano; quando quest'ultimo si espande, si registrano infatti le temperature più calde che possono toccare punte di 38 gradi.

L'autunno è fresco, umido e piovoso, a tratti decisamente rigido nella sua seconda parte, che detiene caratteristiche prettamente invernali; risulta inoltre particolarmente nebbioso, ponendo Ferrara tra le città più nebbiose d'Italia[senza fonte].

La primavera, stagione variabile e di transizione per eccellenza, offre a Ferrara i suoi mille volti: spesso infatti, nella sua prima parte, risulta essere una "coda" della stagione invernale risentendo ancora di correnti fredde, mentre con il procedere della stagione, diventa gradualmente mite e stabile ed invoglia spesso a percorrere podisticamente o con la bicicletta il centro cittadino e le mura rinascimentali.

Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Ferrara.
Le origini del nome
L'origine del nome di Ferrara rimane ancora oscura, sebbene si siano date molte ipotetiche spiegazioni. Alcuni hanno pensato ad una derivazione biblica: da Ferrato, figlio di Cam e nipote di Noè (nella Bibbia Ferrato non è mai esistito).

Altri dicono che Ferrara fu fondata da un certo Marco che venne a Ferrara con le sue genti; fra queste c'era una fanciulla troiana, Ferrara, con cui chiamò la città che aveva iniziato a costruire.

Si pensa che l'immagine di tale fanciulla sia quella che, scolpita in marmo, si vede sulla porta minore della Cattedrale, a destra, detta anticamente "Madonna Frara".

Altri pensano che derivi da "ferro", che si trovava o si lavorava nel territorio. Più vicina alla realtà è la supposizione che il nome sia venuto da "farro", specie di frumento duro, il più antico nutrimento dei Romani, abbondante, pare, nel ferrarese: "Farraria", cioè terra dove si coltiva il farro. Un'altra origine viene ricavata dall'erba detta "farraria", una specie di pianta acquatica; non è certo però che, sebbene la pianta crescesse abbondantemente nel 1500, ci fosse anche tanti secoli prima, quando sorse la città. Un'altra supposizione nasce dal fatto narrato da antichi cronisti: nel prato del Comune, situato lungo le sponde del Po, si tenevano importanti fiere due volte l'anno (la domenica delle Palme e il giorno di San Martino). Il luogo dove si facevano le grandi fiere veniva chiamato "Feriarum Area" (piazza delle fiere) da cui "Ferraria".

Origini ed età romanica

Fra il VII e l'VIII secolo, a causa delle continue invasioni barbariche che devastarono Voghenza, la sede vescovile venne spostata da Voghenza al Borgo San Giorgio, un castrum bizantino del VI secolo, situato nel Polesine di San Giorgio accanto al Po, ovvero il primo insediamento abitato di Ferrara (individuabile nel sito dell'antica cattedrale di San Giorgio fuori le mura).

Monumento equestre in bronzo a Niccolò III, marchese della corte estense del Quattrocento

Strappata dai longobardi all'Esarcato d'Italia di cui faceva parte, divenne nel 984, su concessione di Papa Giovanni XV, feudo di Tedaldo. In età romanica la città prese a svilupparsi maggiormente sull'altra riva del Po mettendo in ombra il Borgo San Giorgio e di conseguenza la sede vescovile venne spostata nel 1135 nell'attuale Cattedrale di Ferrara esattamente nel centro della città. Furono questi gli anni delle prime manifestazioni dell'autonomia cittadina che vide la nascita di un piccolo governo comunale nel XI secolo. La città iniziava così a delineare i propri territori grazie alla costruzione di numerosi monumenti come la Cattedrale o il Palazzo del Municipio, e la creazione di nuove strade che seguivano le sponde del Po con le vie Carlo Mayr-Ripagrande e le vie Sabbioni-Saraceno.

La Guerra di Ferrara

Dopo essere stata al centro di continue lotte fra la famiglia guelfa degli Adelardi e quelle ghibelline dei Salinguerra e Torelli, passò definitivamente alla parte guelfa grazie al matrimonio di Azzo VI d'Este con l'ultima erede degli Adelardi. Ma l'instaurazione del ducato estense non durò a lungo: agli inizi del Trecento gli Este erano in conflitto con Bologna, Mantova e Verona e furono pertanto minacciati nel possedimento della stessa Ferrara. Azzo VIII d'Este chiese quindi aiuto a Venezia ottenendo rinforzi. Ma alla morte di Azzo III il trono passò al nipote Folco d'Este e non a Francesco d'Este, escluso dalla successione. Francesco, per arrivare al possedimento del trono, offrì il feudo di Ferrara a Clemente V con in cambio il riconoscimento del suo potere sulla città.

Ritratto di Alfonso I d'Este

Le truppe pontifice occuparono così Ferrara in nome della chiesa insediandovi il marchese Francesco d'Este. Il 1308 sancì l'inizio della cosiddetta Guerra di Ferrara, terminata nel 1309, dichiarata da Venezia allo Stato della Chiesa dal quale aveva ricevuto ordine della restituzione della fortezza di Castel Tedaldo di proprietà ferrarese e allora in mano ai veneziani. Come conseguenza alla dichiarazione di guerra i legati di Clemente V lanciarono la scomunica al doge di Venezia e a tutti coloro che avessero sostenuto l'occupazione della città. Nonostante la successiva vittoria dei ferraresi e dello Stato della Chiesa su Venezia, Ferrara visse alcuni anni difficili prima del totale insediamento degli Este avvenuto nel 1332.

Gli Este nell'età medioevale

Sin dal loro ufficiale insediamento gli Este governarono indiscussi sulla città per quasi tre secoli rendendola capitale di un piccolo, ma culturalmente attivissimo, Stato regionale. Il periodo aureo della città fu la seconda metà del Quattrocento sotto il potere di Alfonso I d'Este, quando alla corte ducale convertrivano personaggi come Piero della Francesca, Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna e Rogier van der Weyden, mentre si era sviluppata una scuola ferrarese in pittura, con capiscuola del calibro di Cosmè Tura, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa. Il 1492 fu l'anno della più importante crescita urbanistica, l'Addizione Erculea progettata da Biagio Rossetti su ordine di Alfonso I, che ampliò verso nord la città con uno schema razionale di vie e palazzi, uno dei primissimi progetti urbanistici in una città europea. Nel Cinquecento vissero in città grandi artisti (Dosso Dossi, Tiziano, Giovanni Bellini) e letterati (Ariosto, Torquato Tasso).

Ottocento e XX secolo

Nel 1598 la città entrò bruscamente nello Stato della Chiesa, segnandone un inevitabile declino, fino al 1859 quando Ferrara entra a far parte del Regno di Sardegna. Nell'Ottocento la città visse una ripresa economica grazie alla scoperta della vocazione agricola, mentre è più del secolo successivo la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico cittadino, culminato con l'inclusione della città nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 1995.

Onorificenze

Medaglia d'argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento al Valor Militare

— Ferrara

Ferrara rientra fra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione per la quale le è stato insignito il premio della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po
Ferrara, City of the Renaissance, and its Po Delta
Tipologia culturale
Criterio C (ii)(iii)(iv)(v)(vi)
Pericolo No
Anno [[1995 (Centro storico di Ferrara)

1999 (Delta del Po e delizie Estensi)]]

Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

L'Addizione Erculea rappresenta la più importante opera urbanistica del medioevo, operata da Biagio Rossetti su ordine di Ercole I d'Este da cui prende il nome. Il progetto prevedeva la creazione di una nuova zona monumentale a nord della città, oltre la Via Giovecca. A partire dal Castello Estense fino a nord della porta degli angeli correva un lungo viale detto Viale degli Angeli il quale andava ad intersecarsi con un altro viale proveniente da est: dall'incrocio di queste vie nasce il cosiddetto Quadrivio degli Angeli formato dal Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno. Da questa opera deriva in larga parte il riconoscimento dell'UNESCO inserendo Ferrara nella lista dei patrimoni dell'umanità. Il centro storico della città rappresenta perciò uno degli esempi meglio conservati di città medioevali, caratterizzato perciò da un vasto numero di monumenti, palazzi, chiese e strade storiche, ad iniziare dal Castello Estense un edificio in mattoni a pianta quadrata dotato di quattro torri difensive con altane e circondato da un fossato colmo d'acqua che lo rende, a tutt'oggi, l'unico castello europeo circondato da un fossato.

La prima cattedrale cittadina fu la Basilica di San Giorgio fuori le mura situata fuori dalla città storica, nel Borgo San Giorgio, poi spostata nell'attuale sede a poca distanza dal Castello Estense. La Cattedrale di San Giorgio, sede dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, è stata fatta costruire da Guglielmo degli Adelardi e consacrata nel 1135 quando furono completate la facciata principale e quelle laterali romaniche. Le arcate della parte superiore della facciata sono del XIII secolo. Il campanile, in stile rinascimentale, venne realizzato nel 1451-1493 e ultimato, nella forma attuale, alla fine del XVI secolo, ma rimasto tuttavia incompleto.

Di fronte alla cattedrale si trova il Palazzo della Ragione, costruito in mattoni in stile gotico nel 1315-1326; l'attuale versione deriva da un rifacimento posteriore alla seconda guerra mondiale, a seguito di un incedio che distrusse una parte del palazzo. L'edificio attuale, costruito tra feroci polemiche, non rende giustizia alla bellezza del manufatto originale, risultandone una sbiadita copia inserita in un contesto non adatto.

Poco lontano si trova l'attuale sede dell'Università, mentre la sua antica sede, Palazzo Paradiso (1391), ospita oggi la Biblioteca Comunale Ariostea nella quale si trova la più completa raccolta di edizione dell' Orlando Furioso di Ludovico Ariosto ed alcune lettere di Torquato Tasso nonché la Bibbia appartenuta al frate domenicano Girolamo Savonarola.

La casa di Ludovico Ariosto fu costruita dallo scrittore a partire dal 1526 ed in essa morì nel 1533. Ferrara è dal XIII secolo importante centro ebraico e, durante le persecuzioni in seguito alle Leggi razziali emanate nel 1938 dal governo fascista, diviene protagonista delle persecuzioni e di un eccidio ricordati dallo scrittore Giorgio Bassani nel romanzo Il giardino dei Finzi-Contini (1962) e in La lunga notte del '43 (1956).

Sede universitaria dal 1391, essa vide laurearsi nel XVI secolo Niccolò Copernico (1503) e Paracelso. Importante centro umanistico, ospitò alla corte estense i maggiori poeti italiani del Quattrocento e Cinquecento, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, nonché i grandi pittori del suo tempo, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti (la famosa Officina ferrarese), Garofalo, Tiziano, Dosso e Battista Dossi, Scarsellino. Molte opere di questi autori trovano oggi collocazione nella Pinacoteca Nazionale, ospitata nel Palazzo dei Diamanti.

Le Mura di Ferrara sono lunghe all'incirca 9 Km e hanno mantenuto pressoché inalterate le loro condizioni giungendo ai giorni nostri come si presentevano in epoca medievale. Dotate di numerosi baluardi difensivi, specialmente nella parte sud, in tempi antichi erano interamente circondate da un fossato e ornate da importanti varchi di accesso quali la Porta Paola a sud, la Porta San Giovanni a est e la Porta degli Angeli a nord. Altrettanto importanti sono le Delizie estensi ovvero un insieme di 19 ville presenti nel territorio ferrarese e nella sua provincia. Rappresentavano i luoghi di ritiro estivi e di svago degli Este, collegati alla città tramite canali navigabili. Oggi si possono ancora ammirare alcune delle delizie sopravvissute nel corso del tempo, mentre altre sono in rovina o non esistono più. Le più conosciute e meglio conservate sono quelle di Schifanoia a Ferrara, di Belriguardo a Voghiera e quella di Copparo.

In città, nel risvolto di piazza Girolamo Savonarola con corso Martiri della Libertà, è presente il padimetro, una specie di idrometro che segna le varie altezze a cui è arrivato il livello del Po nella frazione di Pontelagoscuro durante i più importanti e gravi eventi di piena del fiume.

Architetture civili

Per approfondire, vedi la voce Palazzina di Marfisa d'Este, Palazzo Bonacossi, Palazzo Massari, Palazzo Paradiso, Casa di Ludovico Ariosto, Casa Romei.

Castello Estense

Il Castello Estense viene considerato il monumento più rappresentativo della città, sorto nel 1385 e chiamato anche "Castello di San Michele" poiché la prima pietra è stata posata il 29 settembre, giorno appunto dedicato a San Michele. La costruzione, concepita inizialmente come fortezza militare, fu commissionata all'architetto Bartolino da Novara il quale, attorno alla già esistente Torre dei Leoni, vi costrì la nuova struttura dotata di mura difensiva e di altre tre torri. Nel 1476 Ercole I d'Este decise di stabilirsi nella fortezza la quale, attraverso numerose modifiche, assunse sempre di più la funzione di reggia signorile. La famiglia abbandonò così la precedente residenza del Palazzo Municipale e, a cominciare dal Cinquecento si devono i primi interventi di abbellimento del castello, in particolare con la sistemazione della "Via Coperta", ovvero un corridoio sopraelevato che unisce il Castello Estense al Palazzo del Municipio, all'interno della quale Alfonso I d'Este vi collocò i cosiddetti Camerini d'alabastro, ovvero delle sfarzose stanze contenenti importanti opere appartenute a Dosso Dossi, Tiziano e Antonio Lombardo. Oggi l'antica dimora è sede di alcuni uffici della provincia di Ferrara ed è la sede espositiva delle mostre organizzate da Ermitage Italia.

Castello Estense

Palazzo Municipale

Il Palazzo Municipale rappresentò la prima dimora degli Este, costruito a iniziare dal 1245, assunse le dimensioni odierne verso il 1481; nel 1927 la facciata prospicente la Cattedrale venne interamente ricostruita in stile neogotico. La costruzione presenta una forma rettangolare, edificata su quattro lati che danno su Piazza Cattedrale, Via Cortevecchia, Via Garibaldi e Piazza Savonarola. L'entrata principale del palazzo è posta di fronte al protiro del Duomo, chiamata "Volto del Cavallo", oltre alla quale sono presenti altre due entrate, il "Volto del Cavalletto" sulla Via Cortevecchia e il "Volto della Colombina" sulla Via Garibaldi. Il cortile interno del palazzo,una volta adibito a cortile ducale, ospita oggi la Piazza del Municipio dove campeggia lo "Scalone d'onore", ovvero una imponente scalinata con cupola cinquecentesca.

Palazzo dei Diamanti

Dal palazzo è possibile raggiungere, tramite un varco posto in Via Garibaldi, il Giardino delle Duchesse, antico spazio all'aperto dedicato alle signore della corte Estense ed oggi ristrutturato, dopo anni di abbandono, ospita numerose manifestazioni culturali.

Palazzo dei Diamanti

Il Palazzo dei Diamanti è una delle strutture architettoniche di maggiore rilievo della città, importante sede espositiva di numerose mostre e della Pinacoteca Nazionale. La particolarità del monumento risiede negli 8.500 blocchi di marmo a forma di punta di diamante che, oltre a dare il nome al palazzo, rendono la struttura notevolmente articolata grazie alle diverse inclinazioni delle punte dei diamanti che riescono così a creare numerosi effetti di luci ed ombre. Il palazzo si trova al centro del "Quadrivio degli Angeli" ovvero l'intersezione generata da due importanti strade sul cui incrocio vi si affacciano, oltre al Palazzo dei Diamanti, il Palazzo Prosperi-Sacrati e il Palazzo Turchi di Bagno. Tale opera architettonica, commissionata all'architetto Biagio Rossetti, prende il nome di Addizione Erculea, voluta da Ercole I d'Este, che valse alla città il riconoscimento da parte dell'UNESCO come Patrimonio dell'umanità.

Palazzo Turchi di Bagno

Palazzo Turchi di Bagno costituisce, insieme al Palazzo dei Diamanti e al Palazzo Prosperi-Sacrati, il "Quadrivio degli Angeli" nel pieno dell'Addizione Erculea costruita da Biagio Rossetti. Ospita oggi il Museo di paleontologia e preistoria "Piero Leonardi", il Dipartimento di Risorse Naturali e Culturali della facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Ferrara e, nei suoi giardini, vi è presente l'Orto botanico dell'Università di Ferrara.

Palazzo Prosperi-Sacrati

Il Palazzo Prosperi-Sacrati rappresenta il più antico palazzo dell'Addizione Erculea, famoso per il suo imponente portale rinascimentale in tipico stile ferrarese, costituito da una piccola scalinata e due alte colonne che sorreggono un balconcino.

Facciata del palazzo Bevilacqua Costabili

Palazzo Bevilacqua Costabili

Importante dimora storica della città, il Palazzo Bevilacqua Costabili ha ospitato la famiglia Bevilacqua che si trasferì da Verona a Ferrara in occasione delle nozze di famiglia. Di notevole importanza risulta la facciata, ornata da nicchie ritraenti volti di imperatori romani e decorazioni raffiguranti trofei militari. Il lavoro lo si fa attribuire a Giovan Battista Aleotti il quale decorò, sempre a Ferrara, il Palazzo Bentivoglio, caratterizzato dalla medesima facciata e, nel 1602, il Cardinale Bevilaqua volle che il palazzo di famiglia fosse abbellito allo stesso modo. Dopo lunghi restauri il palazzo fu riconsegnato alla città nel 2006 all'interno del quale hanno trovato luogo le aule e gli uffici della Facoltà di Economia dell'Università di Ferrara.

Palazzo Schifanoia

Costituisce la delizia cittadina, l'unica collocata in città oltre a quelle sparse per la provincia. Antica dimora di svago della famiglia estense il suo nome deriva dal significato di schivare la noia. Fu costruito nel 1385 per poi essere modificato e completato nel 1493 da Biagio Rossetti. Il palazzo è famoso per ospitare al suo interno il Salone dei Mesi, una fra le espressioni di affreschi vcinquecentischi italiani più rappresentative. L'opera fu voluta da Borso d'Este alla quale parteciparono i più importanti esponenti della scuola ferrarese come Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti.

Palazzo Costabili

Chiamato generalmente Palazzo di Ludovico il Moro, Palazzo Costabili è sede del Museo archeologico nazionale. Si presume che tale costruzione sia stata fatta erigere per volere dell'allora duca di Milano, Ludovico il Moro, il quale decise di insediarsi a Ferrara per sfuggire alle minacce che gravavano sulla sua persona. L'opera, costruita dal 1495 al 1503, fu commissionata a Biagio Rossetti il quale concentrò tutta la particolarità del palazzo nel cortile d'onore interno caratterizzato da un portico con doppio ordine di arcate. All'interno del Museo archeologico sono contenuti numerosi manufatti appartenuti all'antica città etrusca di Spina.

L'acquedotto di Ferrara

Architetture Novecentesche

A Ferrara dagli inizi del 900 fino a pochi anni dopo la Seconda guerra mondiale vi furono rilevanti interventi urbanistici voluti dal Comune per dare risalto e valore a quegli edifici cittadini ormai in rovina e non più agibili. Le opere di riqualificazione moderna di alcune parti della città sono state affidate in larga parte all'ingegnere Carlo Savonuzzi che tra gli anni '20 e gli anni '30 portò a compimento un importante salto di qualità nella progettazione ferrarese tale che in seguito le sue opere architettoniche verrano indicate con la denominazione di "Addizione Noevecentista". L'elenco delle più importanti opere moderne del Novecento a cura dell'ingegnere ferrarese è di seguito riportato:

Architetture religiose

Facciata della Cattedrale
Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Benedetto, Chiesa di San Carlo, Chiesa di San Domenico, Chiesa di San Michele del Gesù, Monastero del Corpus Domini, Monastero di Sant'Antonio in Polesine, Oratorio dell'Annunziata.

Cattedrale di San Giorgio

Sede dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, il Duomo, detto Basilica Cattedrale di San Giorgio Martire, rappresenta uno degli edifici storici più importanti della città. La grandiosa facciata della cattedrale, costruita in stile romanico da Guglielmo degli Adelardi, presenta numerosi e articolati particolari di rilievo quali logge, arcate, statue, rosoni e bassorilievi. Alcuni particolari, postumi alla creazione della facciata, presentano caratteristiche gotiche come il Giudizio universale posto sul protiro sorretto da due ippogrifi o la statua della Madonna col bambino posta in una loggia sopra il portale centrale. Sul lato destro della basilica che corre lungo Piazza Trento e Trieste era un tempo presente una seconda entrata denominata Porta dei Mesi, completamente demolita durante un restauro settecentesco. L'interno della chiesa risulta completamente differente rispetto al corpo esterno. È predominante lo stile barocco, che decora completamente le tre navate, mentre nelle cappelle laterali si possono ammirare numerosi dipinti del Guercino, del Garofalo e di Francesco Francia. Il campanile in marmo rosa e bianco lo si fa attribuire a Leon Battista Alberti anche se, nella sua forma attuale, risulta incompleto.

La basilica di San Giorgio Fuori le Mura

Basilica di San Giorgio fuori le mura

La Basilica di San Giorgio fuori le mura fu la prima basilica della città, costruita sulla sponda destra del Po di Volano dove si era creata e sviluppata la Ferrara antica. Chiamata anche monastero di San Giorgio degli Olivetani, la chiesa fu costruita nel VIII secolo e quasi completamente trascurata quando la sede vescovile venne spostata, nel 1135, nell'attuale Cattedrale. Il campanile fu rimaneggiato da Biagio Rossetti ed oggi ospita la tomba di Cosmè Tura.

Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco rappresenta uno dei maggiori esempi cinquecenteschi operati da Biagio Rossetti. Costruita nel 1594, la chiesa presenta una pianta a croce latina e una facciata tipicamente rinascimentale mentre l'interno, a tre navate, è costituito da otto cappelle per ogni lato.

Chiesa di San Paolo

La Chiesa di San Paolo è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1570. La chiesa fungeva da pantheon per la nobiltà ferrarese e ancora oggi possiede al suo interno numerosi dipinti appartenuti allo Scarsellino e al Bastianino. Affianco della chiesa è ancora presente l'antico convento caratterizzato da due chiostri.

Visione generale della Chiesa della Certosa

Chiesa di Santa Maria in Vado

Il suo nome deriva da un guado del Po detto il "vado" presente nei dintorni dell'edificio. La Chiesa di Santa Maria in Vado è famosa per essere stata sede di un miracolo eucaristico nel 1171 quando da un'ostia spezzata fuoriuscì un getto di sangue che andò a colpire la volta soprastante. Oggi è possibile visitare il punto dove si suppone siano ancora presenti le macchioline di sangue tramite una cappella dotata di apposita scaletta.

Chiesa di San Cristoforo alla Certosa

La Chiesa di San Cristoforo alla Certosa è sede del Cimitero della Certosa di Ferrara, anticamente situata in una zona tranquilla e distante dalla città come voleva la tradizione dei certosini anche se, dopo la costruzione dell'Addizione Erculea, la certosa si ritrovò compresa all'interno delle mura cittadine. Dopo che i certosini vennero espropriati dalla chiesa l'edificio passò nel 1813 al Comune di Ferrara che riaprì la chiesa al culto e cedette il cimitero monumentale alla cittadinanza. L'interno è costituito da un'unica navata dotata di sei cappelle il cui progetto è attribuito a Biagio Rossetti.

Luoghi naturali

Parco Massari

Il parco Massari prende il nome dall'omonimo palazzo cinquecentesco, rappresenta il parco cittadino più vasto e più frequentato dai ferraresi, dotato di una grande fontana circolare in prossimità dell'entretata principale e di numerosi sentieri pedonali. Il parco fu costruito nel 1780 dall'architetto Luigi Bertelli per il marchese Camillo Bevilacqua. Era anticamente costituito da sette imponenti varchi di accesso, dei quali tutt'oggi ne rimane soltanto uno che si affaccia uno su corso Ercole I d'Este. e famoso per il numero di statue che lo decoravano oltre alla grande quantità di piante e arbusti. Nel XIX secolo i conti Massari acquisirono il palazzo e ne modificarono il parco trasformandolo in un tipico giardino all'inglese.

Entrata del Parco Massari

Parco Pareschi

Situato in Corso Giovecca, era in passato il giardino del Palazzo Renata di Francia ampliato poi da Biagio Rossetti ed è oggi sede dell'Università di Ferrara dove d'estate vi si svolge una rassegna cinematografica. Originario giardino del Palazzo di San Francesco, fu costruito nella seconda metà del XV secolo da Pietro Benvenuti degli Ordini, e in futuro ampliato da Rossetti. Nella metà del XIX secolo la famiglia dei Pareschi lo acquisì, dopo che che in passato fu usato come semplice orto, trasformandolo in un giardino all'inglese.

Parco Urbano

Il Parco Urbano Bassani era un tempo riserva di caccia e svago degli Este. Si estende a nord dalle mura cittadine sino al Po e in anticità rappresentava, oltre ad un luogo di caccia, un ulteriore zona difensiva per la città. Oggi è stato trasformato a parco cittadino, il più grande della città, dotato di attrezzature, piste ciclabili, laghetto ed ampie aree verdi. Ospita anche la manifestazione del Ferrara Balloons Festival, è sede della piscina comunale e del CUS

Orto botanico

L'orto botanico, situato in Corso Porta Mare, deriva dall'esperienza ottocentesca riguardante