Cinema russo

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La storia del cinema russo iniziò durante l'impero russo, ma raggiunse il suo culmine artistico e la sua massima importanza a livello mondiale durante il periodo sovietico. Anche dopo la disgregazione dell'URSS il cinema russo continuò comunque ad essere riconosciuto ed apprezzato nel mondo.

Cinema durante l'impero russo

I fratelli Lumière portarono per primi il cinema nell'impero russo, proiettando film a Mosca e San Pietroburgo nel maggio del 1896. Tra gli artisti russi fondamentali di tale periodo si ricordano Ladislas Starevich, Aleksandr Khanzhonkov, Ivan Mozzhukhin e Yakov Protazanov.

Cinema durante il periodo sovietico

Tra i grandi capolavori del periodo seguente alla rivoluzione emergono La corazzata Potëmkin di Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn (1925), La madre di Vsevolod Illarionovič Pudovkin (1926) e il documentario L'uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov (1929). Si tratta dei capolavori del cinema russo d'avanguardia, dove a differenza di altri paesi i cienasti non produssero solo opere sperimentali, ma riuscirono invece a creare capolavori che ebbero una vasta influenza su tutto il cinema mondiale.

Dalla metà degli anni trenta, sotto l'inflessibile guida di Andrej Ždanov, la corrente artistica del realismo socialista divenne la corrente artistica ufficiale del regime di Stalin, influenzando profondamente la libertà di espressione del cinema sovietico.

Ejzenštejn diresse altre celebri opere come Aleksandr Nevskij e la trilogia incompiuta dedicata a Ivan il Terribile.

Anche gli anni settanta furono di grande valore artistico, grazie alla produzione di Andrei Tarkovsky. Si ricordano di tale autore Solaris e Stalker.

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