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L'Arma dei Carabinieri è una delle quattro forze armate italiane, assieme a: Esercito Italiano, Marina Militare ed Aeronautica Militare inoltre annovera anche il ruolo di forza di polizia in ambito civile. Per via della sua doppia natura di forza armata e forza di polizia le sono devoluti compiti militari in cui concorre alla difesa della Patria, garantisce la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, partecipa alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego delle forze armate stabilita dal capo di Stato Maggiore della Difesa, attua l'esercizio esclusivo delle funzioni di polizia militare e sicurezza per l'Esercito, per la Marina Militare e per l'Aeronautica Militare, nonché, ai sensi dei codici penali militari, esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare. Compiti di polizia, nel cui ambito esercita funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Nel 2006 L'Arma dei Carabinieri contava un totale di 112.226 persone di cui 709 donne[1] così ripartite: 3.862 ufficiali, 29.034 ispettori, 19.156 sovrintendenti, 58.843 appuntati e carabinieri, 1.331 allievi [2].
Storia
Il corpo fu creato da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, con lo scopo di fornire al Piemonte un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. I compiti di polizia in quel periodo erano svolti dai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari, mentre parallelamente andava sviluppandosi il progetto di un apposito Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Dopo l'occupazione di Torino da parte dei soldati francesi, alla fine del XVIII secolo, quando questi lasciarono il campo alla famiglia Savoia, con la legge reale del 13 luglio 1814 ("Regie Patenti"), fu istituito il Corpo dei Reali Carabinieri, al quale vennero via via assegnate crescenti funzioni di polizia. Essi raccoglievano l'eredità dei Reali Cavalleggeri che, a loro volta discendendo dal corpo dei Cacciatori Reali (poi riuniti nel Corpo dei Moschettieri di Sardegna), avevano maturato ragioni d'onore nella lotta al brigantaggio in Sardegna; dai Cacciatori derivano anche i Granatieri (appunto detti "di Sardegna"), la cui storia divide non pochi elementi con quella dei Carabinieri. Da un punto di vista militare, si trattava di un corpo di fanteria leggera, e dunque più elitario rispetto ad un corpo di fanteria di linea; il primo personale arruolato fu infatti selezionato nell'eccellenza dei reparti piemontesi e per molto tempo restò un corpo d'élite (si pensi, ad esempio, che tutti i Carabinieri dovevano saper leggere e scrivere, capacità al tempo davvero minoritarie). L'arma tipica era ovviamente la carabina, non ancora del tutto rimossa dalle ordinanze per ovvi motivi di tradizione. I Carabinieri vennero costituiti in arma (così si chiama ciascuna delle componenti dell'Esercito) e nel tempo ne divennero la prima arma, o "l'Arma" per antonomasia. Come arma i Carabinieri hanno combattuto in ogni conflitto nel quale l'Italia sia stata coinvolta, riportando molte perdite in termini di vite umane e componendo un imponente medagliere per atti eroici compiuti in ogni parte del mondo. I Carabinieri sono particolarmente orgogliosi della memoria del vice brigadiere Salvo D'Acquisto, che morì a Palidoro, vicino a Roma, durante la seconda guerra mondiale, ucciso dai tedeschi per rappresaglia dopo essersi autoaccusato per salvare 22 condannati a morte. La storia dei Carabinieri è coronata di molti altri simili comportamenti altruistici, circostanza che ha garantito da sempre una grande popolarità all'Arma da parte della popolazione. Il contraltare della storia, però, porta ad annotare come l'Arma, e ciò è visibile anche nei vari documentari LUCE, anch'essa abbia marciato con il passo dell'oca pur nella sua intrinseca e capibile qualità di forza armata. C'è da dire che all'Arma fu devoluto, durante la Prima Guerra Mondiale, l'ordine di sparare ai combattenti che si ritiravano durante i combattimenti e, nella seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre, furono incaricati nel rintracciamento e cattura degli ebrei, per la deportazione. Va tuttavia ricordato che circa 2.700 carabinieri subirono la deportazione per essersi rifiutati di applicare le cosiddette "leggi razziali" nei confronti di cittadini italiani di religione ebraica. Elevamento a forza armata autonomaI Carabinieri fino all'anno 2000 erano parte integrante dell'Esercito Italiano con il rango di arma (definita «prima arma dell'Esercito»), attraverso l'art. 1 della legge delega 31 marzo 2000, n.78[3] i Carabinieri vengono elevati a forza armata autonoma con rango di forza armata, nell'ambito del Ministero della difesa. Nonostante il nuovo rango di forza armata secondo i principi stabiliti dalla legge 18 febbraio 1997, n. 25 sui vertici militari, ancora in vigore, non è concesso a un ufficiale dei Carabinieri di ricoprire la carica di capo di Stato Maggiore della Difesa che può essere ricoperta solo da un Ufficiale (con determinato grado) dell'Esercito, della Marina o dell'Aeronautica.[1] BattaglieLe principali battaglie cui presero parte i Carabinieri, prima delle guerre mondiali, sono:
Nella prima guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie: Per il contributo nel primo conflitto mondiale la bandiera dell'Arma fu insignita della prima medaglia d'oro al valor militare. Nella seconda guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie:
La gestione De Lorenzo e il tentato golpe dell'Arma
Nel 1962 il generale Giovanni De Lorenzo fu investito della carica di comandante generale dell'Arma, succedendo al generale De Francesco; il nuovo comandante sarebbe restato, nel bene o nel male, il più conosciuto fra tutti i responsabili di questa istituzione ed avrebbe contrassegnato con la sua impronta, o secondo alcuni con la sua ombra, un periodo che resta nella storia dell'Arma ed in quella italiana per il tentativo di golpe denomitato piano Solo, con cui - nelle intenzioni dei golpisti - l'Arma dei Carabinieri avrebbe dovuto instaurare un regime militare in Italia nel 1964. Compiti istituzionali
Carabinieri in uniforme da ordine pubblico a Firenze
L'Arma dei carabinieri, fino a quel momento la "prima Arma dell'Esercito", con il decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 297 è stata elevata a "rango di forza armata, nell'ambito del Ministero della Difesa, con dipendenza del comandante generale dal capo di Stato Maggiore della Difesa. In ragione della sua peculiare connotazione di forza di polizia ad ordinamento militare e competenza generale, le sono affidati i seguenti
SimboliL'Arma dei Carabinieri è rappresentata da:
Lo stemma araldicoLo stemma araldico attualmente in uso venne concesso, e in parte modificato, il 21 maggio 2002 con l'elevazione dei Carabinieri a rango di forza armata. DescrizioneÈ uno scudo italiano di forma mistilinea rosso inquartato da una croce diminuita d'argento con al capo sfondo azzurro. Il rosso a significare l'ardire e il coraggio e il sacrificio; l'azzurro simboleggia il valore, la fedeltà e la patria. Nel I e IV quadrante inquartato una mano destra recisa d'argento impugnante un serpente verde, con la testa e la coda rivolta a destra, allumato e linguato di nero. Il serpente simboleggia la cautela e il buon governo. Nel II e III quadrante inquartato invece una granata d'oro infiammata. La granata è anche l'unico simbolo presente sulle divise (sul cappello e sul braccio) ed è da sempre simbolo di ordini militari moderni; infatti venne applicata per la prima volta come simbolo dai nobili Brugioni che avevano, ottenendo per questo il titolo, comandato l'artiglieria nella vittoria degli Estensi contro le truppe papali. Al capo è presente un leone illeopardito, passante, d'oro, allumato, linguato di rosso, armato d'oro e sostenuto dalla linea di partizione. Il leone indica la determinazione del buon governo. Sullo sfondo del leone il tronco di rovere d'argento con i rami doppiamente decussati con otto ghiande color oro. Il rovere significa glorie militari, decorazioni conseguite, antichità, costante rinverdimento, merito riconosciuto e animo forte e spirito guerriero. Sotto lo scudo su lista svolazzante color azzurro scuro il motto, creato dal capitano Cenisio Fusi, a caratteri maiuscolo in lettere lapidarie romane colore oro spento NEI SECOLI FEDELE. L'intero scudo è timbrato da una corona color oro. La corona è turrita merlata alla guelfa, murata di nero, formata da cerchio rosso interno, con due cordoni di muro sostenenti otto torri di cui cinque visibili. Le torri a loro volta sono di foggia rettangolare merlate di dodici con quattro merli visibili e due angolari, chiuse e finestrate di uno di nero, il fastigio merlato di quarantotto di cui ventiquattro visibili e sei merli fra torre e torre. La marcia
La marcia di ordinanza dell'Arma dei Carabinieri è intitolata La fedelissima e fu composta nel 1929 dal direttore della banda dell'Arma, il maestro Luigi Cirenei. L'esecuzione avviene generalmente in occasione della Festa dell'Arma dei Carabinieri, del concerto in onore del santo patrono (la Virgo Fidelis, il 21 novembre), della parata militare del 2 giugno (Festa della Repubblica), e dei giuramenti. Così come tutte le marce d'ordinanza (e l'inno nazionale) anche La Fedelissima è spesso il brano conclusivo dei concerti della Banda Musicale del Corpo. Prima della sua adozione il Corpo veniva rappresentato da un'altra marcia d'ordinanza scritta dal maestro Luigi Cajoli che fu il direttore della disciolta Banda della Legione Allievi Carabinieri. Il mottoIl motto dell'Arma dei Carabinieri è «nei secoli fedele». Venne creato nel 1914, per il primo centenario dell'Arma, e concesso come motto araldico ai carabinieri da Vittorio Emanuele III il 10 novembre 1933, in applicazione della legge 24 marzo 1932 n. 293, che riguarda i motti araldici per l'Esercito Italiano. Contrariamente a quanto si crede, non fu Gabriele d'Annunzio a coniarlo, ma il capitano Cenisio Fusi. Il motto andò a sostituire il precedente, "Usi obbedir tacendo e tacendo morir" (versi tratti dal poema "La Rassegna di Novara", di Costantino Nigra), da molti considerato alquanto gramo a causa del richiamo funesto, sebbene si dovette attendere ben oltre dopo la seconda guerra mondiale perché il nuovo riscuotesse sufficiente diffusione. La FestaLa data del 5 giugno è stata assunta come Festa dell'Arma dei Carabinieri, in celebrazione del 5 giugno 1920, data in cui la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'oro al Valor Militare per l'eroica partecipazione dei Carabinieri alla Prima Guerra mondiale. La Virgo Fidelis
La patrona dell'Arma dei Carabinieri è la Virgo Fidelis, appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù, scelta quale patrona dell'Arma dei Carabinieri l'11 novembre 1949, data della promulgazione di un apposito Breve apostolico da parte di papa Pio XII. La ricorrenza della Patrona è stata fissata dallo stesso papa Pio XII per il 21 novembre, giorno in cui cade la Presentazione della Beata Vergine Maria e la ricorrenza della battaglia di Culqualber. La preghiera del carabiniereDolcissima e gloriosissima Madre di Dio e nostra, Tu che le nostre Legioni invocano confortatrice e protettrice Tu accompagna la nostra vigilanza, E da un capo all'altro d'Italia Amen! UniformiL'uniforme ordinaria è di colore nero sia nella versione invernale che estiva (esse si differenziano solo per la qualità del tessuto): si compone di una giacca ad un petto con quattro bottoni argentati indossata sopra a camicia bianca con cravatta nera. Gli Ufficiali hanno alamari fioccati sui baveri (il restante organico ha gli alamari metallici fissati con clips) e non portano la banda rossa verticale sul lato dei pantaloni (la banda rossa sul lato dei pantaloni è portata fino al grado di maresciallo capo). Il colore adottato dall'uniforme è variato sul nero solo verso la fine degli anni '90. Sino a settembre 1987, il colore dell'uniforme estiva era il cachi (familiarmente noto come "coloniale"). Per un breve periodo, dal 1990 sino al 1998-1999, l'uniforme estiva è stata di colore blu turchino (il modello blu e quello nero hanno convissuto per qualche tempo, nell'attesa che fosse completata l'acquisizione delle uniformi nere che costituiscono la dotazione vigente). L'uniforme di servizio estiva si compone di una camicia in color avio e pantaloni neri; anch'essa sino alla fine degli anni '80 era di color cachi. Tra il 1990 ed 1999,per le ragioni prima ricordate, i calzoni furono blu turchino. I marescialli ed i brigadieri capo nei servizi armati indossano il 'Sam Browne' chiamato anche cinturone con spallaccio (ove viene appesa una fondina chiusa in cuoio per la pistola), mentre il restante personale indossa la tradizionale bandoliera e porta la pistola in una specifica fondina da fianco. Gli ufficiali portano l'arma d'ordinanza sotto la falda della giacca. Sin dalla fondazione del Corpo, i carabinieri portano sul bavero della giubba gli alamari anziché l'ordinaria mostrina di tutti gli altri militari italiani (con l'unica altra eccezione per i Granatieri di Sardegna): si tratta di una delle differenze che nel tempo questa uniforme ha sempre avuto rispetto alle altre (fra le prime, il colore celeste del colletto e dei paramani, la fodera rossa della giubba, i bottoni in argento bombati). Il copricapo (il berretto) è rigido con fregio dell'Arma (metallico per appuntati e carabinieri, più massiccio di seta per i brigadieri, dorato per i marescialli e gli ufficiali mentre per i generali il fregio è a forma di aquila con monogramma RI al centro). Ogni berretto è nero e riporta un soggolo fermato da due bottoni bombati, il soggolo è nero per carabinieri e appuntati mentre diventa bianco dal grado di maresciallo a quello di capitano poiché dal grado di maggiore il soggolo diventa in doppio cordoncino intrecciato. Dal grado generale di brigata infine il soggolo diventa una treccia. Il fregio dei Carabinieri è una granata sormontata da una fiamma con tredici punte piegata dal vento con monogramma R.I., anch'essa un segno di vicinanza con i Granatieri (che hanno uguale granata ma con la fiamma ritta), ma dal grado di generale diventa un'aquila circondata dagli allori con monogramma RI al centro, impresso in uno scudo. La grande uniforme speciale è costituita da un abito con decorazioni e cordelline, pantaloni con bande, camicia bianca con colletto diritto inamidato, guanti bianchi, stivaletti neri (con fascette metalliche di sperone per i soli Ufficiali) e, se necessario, cappotto impermeabile (mantello di panno nero per gli ufficiali). Il copricapo della grande uniforme speciale, popolarmente (ma non ufficialmente) detto "lucerna", ospita il notissimo pennacchio rosso e blu (gli ufficiali indossano invece la feluca con pennacchio). I militari appartenenti alla Banda Musicale dell'Arma dei carabinieri e alle fanfare dei battaglioni indossano, invece, un pennacchio bianco e rosso. L'uniforme operativa (o da ordine pubblico) è di colore blu: si compone di basco, giubba e pantaloni, fazzoletto da collo blu con profilatura rossa, guanti in pelle nera, stivaletti anfibi neri operativi. Per alcuni reparti operativi è prevista una policroma per i seguenti reparti:
Le uniformi femminili si distinguono da quelle maschili per le abbottonature, la foggia delle giacche, la gonna (solo all'interno degli uffici) e per il berretto di particolare foggia. GradiGradi dell'Arma dei Carabinieri (premere espandi per far apparire la scheda)
Organizzazione e specialitàIl comando generale dei carabinieri ha alle sue dipendenze diversi comandi e reparti[5]:
Mezzi in dotazione
Motoscafo dei Carabinieri utilizzato a Venezia
Carabiniere in motocicletta
ArmamentoL'armamento in dotazione all'Arma dei Carabinieri solitamente viene suddiviso in armamento ordinario (in dotazione a tutto il personale) e armamento speciale (in dotazione ad alcuni reparti). L'armamento ordinario è composto da: L'armamento speciale comprende: Influenza nella societàPer tradizione i Carabinieri costituiscono un importante modello comportamentale all'interno della cultura italiana e godono di un grande rispetto formale. Negli ultimi anni, i Carabinieri sono coinvolti come protagonisti di numerose barzellette, mentre un secolo fa, la prima apparizione in un romanzo dei carabinieri nel Pinocchio di Carlo Collodi aveva rappresentato uno scandalo (essendo la prima opera letteraria "leggera" in cui venissero rappresentati). Da allora molte sono state le opere cinematografiche e le serie televisive, per ultime le fiction, in cui i Carabinieri sono presenti o protagonisti: I due marescialli, I racconti del Maresciallo, La tenda nera, Il Maresciallo Rocca, Carabinieri, RIS, sono solo alcuni dei titoli che sono stati realizzati negli ultimi anni. Tra i vari nomignoli con cui i Carabinieri sono apostrofati, ricorderemo quelli del Linguaggio CB: i Neri (ovvio riferimento all'uniforme ordinaria) ed i Charlie Charlie (doppia C nell'Alfabeto fonetico NATO). L'arma dei Carabinieri vanta anche un celebre calendario illustrato. Note
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