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Agente 007 - Missione Goldfinger è il terzo film della serie ufficiale di James Bond, diretto dal regista Guy Hamilton nel 1964.
TramaIn questo episodio 007 si trova ad affrontare il ricco finanziere Auric Goldfinger, che vuole distruggere la riserva aurea degli Stati Uniti a Fort Knox per scombussolare il mercato dell'oro e far di conseguenza aumentare spropositatamente il valore dell'oro da lui posseduto. Durante la missione Bond vedrà morire tra le sue braccia o quasi le due sorelle Masterson: l'una, dapprima collaboratrice di Goldfinger, per aver tradito il proprio "capo"; la seconda nel tentativo di vendicare la sorella. Bond, nel tentativo di smascherare il piano del perfido magnate dell'oro, si troverà più volte a dover affrontare numerosi pericoli, tra cui anche ripetuti scontri con il tirapiedi di Goldfinger; Oddjob, un possente coreano muto armato di cappello munito di lama taglientissima, che lancia come un frisbee. Grazie all'aiuto dell'amico Felix Leiter e della pentita pilota di Goldfinger, Pussy Galore, 007 riesce a fermare il suo nemico, disinnescando all'ultimo secondo la bomba che avrebbe contaminato radioattivamente la riserva aurea americana. Ma anche dopo essere stato fermato Goldfinger tenta di vendicarsi di Bond, ma senza successo e verrà risucchiato fuori dall'aereo dopo aver sparato e frantumato un oblò dell'aereo in cui Bond viaggia. CriticaIl film è considerato un capolavoro cinematografico sotto diversi punti di vista. Fu la pellicola che consacrò definitivamente la bond-mania. Licenza di Uccidere e Dalla Russia con amore erano stati buoni successi di pubblico, ma non avevano smosso le folle o i critici. Goldfinger invece, grazie a un ritmo più serrato rispetto ai primi film ed alla miscela vorticosa di bond-girl (qui ben tre), gadget tecnologici (debutta ufficialmente la "superaccessoriata" Aston Martin DB5, anche se risulta sia in realtà una Aston Martin DB4 v Serie Vantage che viene presentata come DB 5 per un operazione di marketing[senza fonte]) e tocchi di umorismo (il timer che si ferma a "007" secondi) consacrò definitivamente Sean Connery come star e la "formula-bond" ad archetipo del cinema d'azione degli anni '60. Curiosita'
RiconoscimentiNel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 70° posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[1] Note
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